Dove

Mi chiedo dove tu sia.

Ed è così chiaro, purtroppo.

Dentro di me.

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Scaldacuore

-“Bimbi buona Pasqua, ci vediamo dopo le vacanze”

-“Ma poi torni vero?”

-“Come faccio a vivere senza di te?”

-“Fai tanti auguri alla tua famiglia”

-“Mi raccomando, fatti sentire!”

Vi amo.

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Spesso mi è capitato di raggiungere delle “verità” dopo che mi è stata suggerita una chiave di lettura. Ottenuta la chiave di lettura, la memoria mi ha consegnato una serie di ricordi che nemmeno io sapevo di aver immagazzinato, ma che evidentemente tempo addietro avevano stimolato il mio interesse tanto da essere ritenuti degni di esser inseriti in un cassettino della mia memoria. Incredibile, vero?

Ultimamente ho ripreso in mano i miei libri e i miei studi di psicologia e, tra i tanti studiosi della memoria, ho ritrovato Freud (non uno dei miei preferiti). Allora, partendo sempre dal presupposto che qualcosa, per essere memorizzato, debba essere percepito, questo qualcosa poi passa gradualmente nella memoria a breve termine e talvolta in quella a lungo termine. Bene, Freud ci dice che può accadere che un qualcosa che abbiamo memorizzato venga represso o addirittura rimosso, nel caso in cui in qualche modo risulti “pericoloso” per noi.

Cioè, come meccanismo di difesa, il nostro cervello prende questo ricordo, che registriamo e a cui prestiamo attenzione per un tempo limitatissimo e lo butta in un cassetto che tiene socchiuso. Poi un giorno senti un profumo, ascolti una parola, vedi un dettaglio e SBAM, il contenuto ti piomba addosso tutto insieme e tu stai là come uno scemo a dire: “Ma io ste cose le sapevo, le ho viste, le ho sentite…perché non mi sono svegliato prima?”

Bello il meccanismo di difesa di lanciare le schifezze pian piano là dentro eh, ma sticazzi, se poi devono uscire da là dentro tutte insieme, a questo punto meglio sorbirsele una alla volta.

No?

Separati

Oggi a scuola, in modo del tutto casuale, tra i settenni è venuto fuori il discorso dei genitori separati. Sono intervenuta cercando di fare ordire ai pensieri disordinati dei bambini, spiegando che anche se non stanno più insieme, i genitori rimangono genitori e amano i propri figli per sempre.

Poi però ha chiesto di parlare Elvira: “I miei genitori si sono separati il giorno del mio compleanno, litigavano tanto e io e mio fratello ci siamo messi in mezzo a loro per farli calmare; però mamma era nervosa e allora papà ci ha presi con lui e per la prima volta non abbiamo dormito a casa. Poi io e mio fratello siamo andati a vivere dai nonni, mamma in una casa e papà in un’altra. Quest’estate però ci siamo organizzati: io vado a stare con mio papà e mio fratello sta con i nonni.” “E tua madre con chi sta?”, incalza un’altra bambina prontamente.

“Sola, perché non ci vuole.”

Pausa

Purtroppo sono tanto impegnata e non posso permettermi viaggi nel mio zuccheroso e soffice universo parallelo.

Nel mondo reale (mio) non è tutto bello, roseo o poetico, anzi. Ogni giorno cerco di non incazzarmi e giuro che non ne ho mai voglia, ma niente da fare: la gente me le fa sempre girare. Non tutti eh, e non i miei piccoli alunni; a loro perdono tutto. Ma i grandi!!! Mamma mia i grandi! Scorretti, bugiardi, amorali, cattivi!

Poi è tornata la primavera e un clima caldo, troppo caldo, che inizia ad innervosirmi. Stasera c’era anche vento.

Va beh, la pianto qua, sono stanca.